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Fondazione Marco Besso

Cartoline: immagini diffuse, ALBA DI UN PRIMO NETWORK?

09 giugno 2016 - 18 novembre 2016

MOSTRE

Roma- Il 9 giugno sarà inaugurata a Roma l’esposizione di 1400 cartoline, raccolte fra il 1895 e il 1912, dal giornalista Salvatore Besso, grande viaggiatore,  inviato speciale del quotidiano “La Tribuna”, diretto da Olindo Malagodi. In mostra, in particolare, quelle del Giubileo del 1900, che ripristinava il più grande appuntamento religioso della Chiesa Cattolica, istituito nel 1300 da Bonifacio VIII.

Nel 1850, infatti, il  Giubileo non era stato  celebrato per le vicende politiche legate alla fine della Repubblica romana di Garibaldi e Mazzini;  nel 1875, cinque anni dopo la breccia di Porta Pia, il Giubileo si svolse polemicamente in forma ridotta e senza l’apertura della Porta Santa.

Il primo Giubileo  del ventesimo secolo si celebrò, invece, con il consenso e la collaborazione dello Stato Italiano. Re Umberto I ne parlò dinanzi al Parlamento.  Le cartoline, contrassegnate da un bollo dorato, riproducono le immagini fotografiche dei monumenti più importanti, religiosi e non, della Capitale e ricordi del Giubileo.

Nelle dimensioni standard di 9×14 centimetri, le cartoline furono introdotte nel servizio postale nel 1869 dall’impero Austro-Ungarico e si diffusero rapidamente. Per la prima volta le comunicazioni a distanza erano composte non solo da parole ma anche da immagini e fu creato, senza rendersene conto, il primo network della storia. “L’immagine – si legge nella nota  introduttiva della mostra- “naviga con i suoi  contenuti e trasferisce conoscenze da un punto all’altro” del pianeta.

Da allora le cartoline si diffusero fino a divenire la testimonianza di ogni paese, anche il più piccolo, che stampava la foto del proprio panorama con la sovrascritta, “Saluti da “.. Oggi questa funzione è stata soppiantata dai telefoni cellulari che inviano, in tempo reale, immagini e filmati in alta definizione.

Nella parte conclusiva del XIX secolo la novità delle cartoline ebbe grande successo. Nel  1899 a Venezia si svolse una Mostra internazionale alla quale prese parte, ricevendo un premio, Salvatore Besso con la sua collezione dei preziosi cartoncini.

La diffusione delle cartoline, per usare un termine adatto ai “network” odierni, diventò “virale”, e accese l’interesse dei collezionisti. Besso ne catalogò  oltre 8.000. 1.400 saranno esposte dal 9 giugno al 29 luglio presso la sede della Fondazione Marco Besso, padre di Salvatore in Largo Torre Argentina a Roma, visitabile  dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 17.

Ci sono ricordi di viaggi avventurosi (l’ultimo in Cina) e di scalate ardimentose (Salvatore salì fino alla vetta del Fujiyama osannato dai giornali giapponesi). Dopo il crollo del Campanile di San Marco a Venezia nel 1902 fu stampata una cartolina per raccogliere fondi per la ricostruzione. Sempre uno di questi cartoncini riportò la foto della cerimonia   dell’inaugurazione del Vittoriano.

Lo stesso avvenne per casi politici appassionanti, come l’affaire Dreyfus: le cartoline su questo tema erano “innocentiste”.  La collezione riguarda anche  l’arte (con la preziosa serie disegnata da Basilio Cascella su costumi e mestieri);  la cultura e la storia, i fiori e tradizioni che non ci sono più come quella dei “Venditori di maccheroni”  sulle piazze di Napoli.

La mostra è stata ideata da Orsa Lumbroso, nipote di Salvatore Besso, e curata da Raffaella Paleari e Carla Rivolta mentre Laura Canali ha curato la cartografia.

 

 

Dal 9 giugno 2016 al 29 luglio 2016

Orari:

Dal lunedì al venerdì dalle 13.00 alle 17.00

INGRESSO GRATUITO